domenica 21 novembre 2010

COME SI SCRIVE:Consigli da non prendere sul serio

Come scrive un racconto, un romanzo, uno "storico"? Quante volte ci siamo posti la fatidica domanda? Sia che fossimo seduti già sullo scranno comodo dello scrittore(poltrona in cuoio rosso, braccioli LuigiXXX, scrivania di noce massiccia), sia che fossimo per strada e ci colpisse un'idea nuova, fresca, "argentina". Non so darvi una risposta certa. Ognuno scrive coi mezzi che ha, con le idee che gli salgono dall'animo, con gli istinti primitivi. Ognuno scrive con le penne che adora e magari ne cambia una ogni cinque minuti. Ognuno scrive con gli stili e le tecniche che conosce, salvo poi sentirsi dire che: "Non si usano le "d" eufoniche";la virgola ci va anche prima della congiunzione;i caporali sono meglio del trattino, a sua volta migliore delle virgolette... Insomma un bailamme di consigli riportati su manuali, prontuari, calapini, stampati e scritti da sedicenti scrittori interessati o da millantatori di teorie "vere"ma conosciute solo a loro. Il talento si ha dalla nascita e questo è indubbio, ma farlo fruttare e metterlo in pratica è un'altra cosa.
E allora? Allora il consiglio migliore per scrivere bene è: Un AMICO! Un amico sincero che ti sappia dire che hai scritto una schifezza anche quando va appena appena bene(per evitare che ti senta già Dan Brown) o che ti dica che va bene, quando invece è un capolavoro.


Un amico Onesto, ma crudele, Sincero ma duro. Solo questo occorre . E se poi l'amico è più d'uno, ancora meglio. Non fidarti di chi ti adula e ti dà subito del genio. Prenderai schiaffoni al primo tentativo di concorso letterario. E infine, esercizio e studio, studio ed esercizio, continui, giornalieri. Basta anche solo una riga al giorno, ma che sia fatta, altrimenti non serve a nulla.
Ecco i consigli da ascoltare ma su cui... ridere anche un po' sù

3 commenti:

Sandro Amici ha detto...

Io trovo che una grossa limitazione di sedicenti scrittori sia l'assoluto digiuno di letture. Non si può assolutamente prescindere dal leggere se si vuole anche solo tentare di "scrivere". Non ho mai frequentato corsi di scrittura creativa; so che non sarai daccordo con me) perché reputo che al di là di consigli di buon senso o di carattere ortografico non possano dare. Quando mai un Toltoji o un Buzzati hanno partecipato ad un corso?
Si tratta di avere cose da dire! E questo vale sia per quanto riguarda la scrittura sia per la fotografia che per la musica.
Ascoltare, leggere e guardare per imparare. I corsi di scrittura nascono nell'era di internet per spillare soldi a gente che non sa scrivere e non lo saprà mai, proprio perché lo vuole ad ogni costo!

salvo ha detto...

Invece sono d'accordissimo con te. Forse sono stato fortunato o forse i corsi impostati dal nostro"tutor"e dalla sua linea editoriale sono strutturati così,ma la prima cosa che ci ha insegnato è stata quella di LEGGERE! Esatto; ci ha prima insegnato a leggere, dopo ci ha insegnato i rudimenti dello scrivere. I tre princìpi che loro divulgano sono quelli del "TALENTO"(virtù innata...Tolstoj e compagnia...) "STILE" e "TECNICA". ma naturalmente la LETTURA è la prima delle tre cose(che diventano così quattro). Solo osservando e assimilando il modo in cui scrivono alcuni TALENTI si può pallidamente imparare a scrivere(grammatica e sintassi a parte).
Il lato business della questione è un altro e ci sarebbe molto da discutere e credo che ci troveremmo d'accordo.
Salvo

Valeria Nitto ha detto...

leggere è quello che ogni aspirante scrittore, o professionista, deve fare sempre.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.