giovedì 23 dicembre 2010

IL TEMPO di Natale

IL TEMPO del Natale

Spaccò il monolita del tempo, cristallizzato al momento esatto del big bang. Qualcuno scriverà che “en arkè en ò logos”. Non “In principio” come molti esegeti e Padri della Chiesa hanno scritto, ma “dentro lo stesso primcipio”, dentro lo stesso tempo. Eppure lui, piccolo uomo spacca quel tempo, lo apre esattamente a metà,”Prima di lui” e “Dopo di lui”. E così credenti o atei, musulmani o buddisti, tutti ci siamo inchinati al Signore del tempo che lo ha manipolato come “cera Pongo”, lo ha plasmato restandone fuori ma obbedendo Egli stesso alle Leggi da lui create. Il tempo, quale entità magica e misteriosa. Affascinante, sfuggente, opprimente, gaudente, tormentato e tormentante. Lungo secoli in un secondo, e corto secondi in un millennio.
Scrisse il salmista che “Mille anni per Lui, sono come una veglia di guardia che è già passata, come l'erba che al mattino cresce e alla sera è già seccata e bruciata nei falò”.
Il tempo, che non ce ne basta mai o che ci soffoca tra le sue spire serpidi. Il tempo che tutti gli orologi del mondo non riescono a catturare, a imprigionare nemmeno dietro i loro preziosi vetri antigraffio, di zaffiro industriale.Il tempo che rintocca nelle pendole della nonna, che ticchetteggia nelle vecchie sveglie in campagna. Al ritmo di un uncinetto o di due sode mammelle da mungere per il latte buono dell'indomani.
Il tempo che sprechiamo, che risparmiamo che tagliuzziamo in frazioni così piccole che non sappiamo che farcene.
Il tempo di una farfalla o quello di una tartaruga. Svelto in entrambe, vanessa e kronos, lento nell'altre due, kronos e testugo.
Il tempo gran dottore di dolori, illusioni, tradimenti, il tempo maledetto di una lei che tarda, che non arriva, che non verrà. Il tempo di una gara di sesso, esaltante, deludente, infedele e il tempo di un ventricolo che pulsa, si contrae, si rigira quasi su se stesso, paradigma delle nostre insonnie. Quanti ne ho visti di codesti “sacchetti di carne e sangue”, fermarsi anzitempo, alla fermata prima; tardare e dolere per quell'atomo che Lui volle fosse il suo cibo e che non giunse in... tempo.Un O, come Ossigeno, tre minuti, poi quattro, sei otto. Poi non servì più.
Il tempo di un refrain, e quello del bassista fuori tempo e la cassa che pare buchi l'aria. Il tempo che ti sfugge tra le mani. Dice il poeta “come sabbia nella clessidra”. E tu o Dio che l'inventasti, non potevi stringer di più quel foro nel vetro, così che ottant'anni divenissero centoventi e poi duecento, senza rughe, senza cervelli sfatti?
Sei venuto in una notte magica a cavallo di una cometa.
A volte penso che la cavalcassi davvero quella cometa per nasconderti al tuo “Babbo putativo”. Ed io da piccolo non sapevo cosa fosse il... “putativo” e mi chiesi mille volte perchè ti costrinsero a quel destino? Ti sentisti umiliato, deriso. Persino gli Angeli giocosi quasi ti schernivano. Ma fosti forte. Come mio padre, come padre degli uomini. Quasi più del padre che ti mandò in Terra.
Il tempo, anche quello per cercare di ripudiare Maria!E se l'avessi fatto? Dimmi, come sarebbe il mondo adesso?Non ci sarebbe più il Tempo. Non ci sarebbe mai stato perchè quella dicotomia , quello spaccare il monolito non si sarebbe verificato. Che tempo avremmo avuto?
E i quaranta giorni nel deserto? Come ci avrebbe insegnato che non bisogna cedere alle tentazioni, nemmeno all'ultima, la più crudele, la più innocente e forse la più facile: Scendere dalla croce! Un, due, tre, via. Niente chiodi, niente più sangue, niente più lacrime.
E' Natale, è il Bambino che nasce nel tempo, non è l'uomo che muore al di fuori di esso, quando il tempo, suo schiavo si ferma per un solo attimo, per adorarLo. Tanto lo sa, il Tempo, che rivedrà il suo Signore e padrone dopo tre giorni. Trentasei ore. Cosa vuoi che siano; un soffio, una notte di veglia già passata... il Tempo.

Salvo

3 commenti:

Sandro Amici ha detto...

Mi fa piacere che tu abbia postato un articolo proprio nel giorno in cui io ne postavo uno sullo stesso argomento, ma non con gli stessi presupposti. Io, non so se lo sai, non sono credente. Secondo me, sarò crudo, non esiste nulla prima della vita e nulla dopo la morte. Ma la figura di Cristo mi ha sempre affascinato, non come divinità, ma come giusto. Nella narrazione dei Vangeli non leggo nulla di trascendente. Vi si narra la vita di un profeta che ebbe, come noi, una nascita (presumo normale) una vita straordinaria e una morte bestiale. Ma nulla dopo...
Scrivendo il mio articolo ho voluto riportare l'attenzione sullo spirito del Natale come recupero della semplicità, della pochezza, non volevo esaltarne la divinità. Diceva Charles Rosen, grande studioso di religioni, che quella Cattolica è la religione che più di tutte sa di umano, che più di tutte è vicina al terreno, perché le abbiamo voluto dare un'aria credibile. E' l'uomo Gesù, la sua figura che va rivalutata, non il seguito, che è servito a pochi e che continua ancora a servirgli... Buon Natale Salvuzzo

salvo ha detto...

E allora verità per verità, è stato proprio il tuo racconto che ha ispirato il mio. Vedi le trame e gli orditi del soprannaturale come si intrecciano? Da un non credente che stimo e ammiro per quello che scrive e che rispetto nella sua "non credenza"(ma sarai davvero un "non credente"?), è venuto un pensiero per un Dio che si fa bambino, uomo e poi martire(nel senso greco di esempio e di massacrato). E anche se è il Tempo il protagonista del mio racconto, è il suo "inventore" e poi "succube", il vero protagonista.
Buon Natale di cuore, SANDRUZZU!

Natale ha detto...

The Christmas season



He split the monolith of the time, which is fixed at the exact moment of the big bang. Someone wrote that "en en Arkè or Logos." Not "in principle" as many commentators and the Church Fathers wrote, but "in the same primcipio", within the same time. Yet he breaks little man that time, it opens exactly in half, "Before him," and "after him." So believers or atheists, Muslims or Buddhists, we all bow down to the Lord of time it has handled as a "wax Pongo, it has shaped staying outside but obeying the law he himself created. Time, as a separate magical and mysterious. Fascinating, elusive, oppressive, pleasure-loving, tormented and tormenting. Centuries long in a second, short and second in a millennium.

The psalmist wrote that "A thousand years for him, are like a wake-call that has passed through, like grass that grows in the morning and evening is already dried and burned in bonfires."

Time, which is not there or that we just never stifles serpidi between its coils. The time that all clocks in the world can not capture, to detain even behind their precious glass scratch-resistant sapphire industriale.Il time and chimes in grandfather clocks grandmother, who ticchetteggia in old clocks in the country. To the beat of a crochet hook or two hard-boiled breast milk to be milked for good the next day.

The time we waste, we save that cut in the villages so small that we do not know farcene.

The time of a butterfly or that of a turtle. Both cute, and vanessa kronos, slow in the other two, and kronos TestUG.

The time great doctor of pain, illusions, betrayals, the time of a cursed her that late, that does not come, that will not come. The tempo of a race sex, exciting, disappointing, unfaithful, and the time of a pulsating ventricle, it contracts, it turns on itself, a paradigm of our insomnia. Of this I have seen many "bags of flesh and blood" to stop early, the first stop, delay, and grieve for that atom was that he wanted his food and that it came in ... tempo.Un O, such as oxygen, three minutes, then four, six eight. Then no longer needed.

The time to refrain, and the bassist out of time and cash that seems the air holes. The time that you slip through his hands. Says the poet "like sand in the hourglass." And you O God that inventasti, you could not hold back most of that hole in the glass, so that then two hundred and eighty years would become one hundred and twenty, with no wrinkles, no mushy brains?

You came into a magical night astride a comet.

Sometimes I think we took the comet to really hide your "putative Father." And I was a child I did not know what was the ... "Putative" and I asked myself a thousand times because you forced him to that fate? You felt humiliated, mocked. Even the Angels almost playful mocking you. But you were strong. Like my father, as father of men. Almost more of the father who sent you on Earth.

The weather, even the attempt to divorce Mary! And if I did? Tell me, how would the world be now? There will be more time. There was never because that dichotomy, that split the monolith was not the case. That time we had?

And forty days in the desert? How we would teach that we must not give in to temptations, even to the last, the most cruel, the most innocent and perhaps the easiest: Get off the cross! One, two, three, go. No nails, no more blood, no more tears.

It 's Christmas, and the child that is born in time, is not the man who dies outside of it, when time, his slave stops for a moment, to worship Him. So you know, the time, he will review his Lord and master after three days. Thirty-six hours. What do you want to be, a breath, already passed a sleepless night ... Time.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.