domenica 5 dicembre 2010

La governante (anche "i primi amori")



Aveva i due protervi seni
coperti di farina ed impastando
cantava le canzoni di cantina
un po' volgari e un poco bambinesche.
Io rimiravo sotto il tavolino
le cosce aperte mentre massaggiava
la pasta per i dolci di Natale
ed era la più bella donna al mondo,
rossa di capelli e rosea in volto
la bocca ornata e le braccia chiare.
Non sapevo cosa fosse la passione
ma la sentivo galoppare in petto
ogni qual volta la vedevo andare
a prendere il suo amore alla stazione.

E quando restavamo a casa soli
mi rifugiavo con lo sguardo all'ombra
dei suoi panosi seni di bambagia
in mezzo ai quali io perdevo il senno
senza saper perché, ma per pazzia forse
o perché nella mia mente si faceva il dubbio
che la ragione stessa della giovinezza
fosse tra quelle cosce di giumenta
che io non ebbi mai ma che amai tanto.

1 commento:

salvo ha detto...

Già, la governante o la moglie dell'aiutante massaro del nonno. Quelle belle donnone di una volta, mamme e amanti segrette di noi piccoli, con quell'odore di fieno che era il loro profumo giornaliero. Grazie Sandro, ci ricordi cose mai dimenticate ma se non ci fossi tu si perderebbero nel tempo.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.