giovedì 17 marzo 2011

Stasera, come ogni sera


Perché come un cavallo

pazzo e furibondo

la vita mi corre accanto

guardandomi in cagnesco?

cosa ci faccio, solo,

solo, mortale e stanco

in una terra stupida

senza una pianta fertile?

quindi attraverso i solchi

di una campagna immorbida

guardo passare i languidi

anni che se ne vanno.

Giace, morente e candido

sopra un lenzuolo il sogno

muore quella passione

che avevi un giorno,

e pallida,

pallida come la luna

dimentichi la sua pelle

distante e calda pelle

che non ristora l’animo

Siamo io e te, mio spirito

Viandante, non sorridi,

animo perso e instabile,

come un bisogno stolido

e mai realizzabile.

1 commento:

Rina Brundu ha detto...

Straordinaria la prima quartina d'incipit. Bellissima. Complimenti all'autore.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.