sabato 30 aprile 2011

IL RUGGENTE 1961- di Salvo


IL RUGGENTE 1961
                                 
SABATO 24.9.1960.Il direttissimo Roma-Siracusa delle 19,30 dopo 25 soste intermedie e due               ore di ritardo fa il suo ingresso nella stazione di Siracusa.Scendono un centinaio di persone, stanche,impolverate ed unte. Scende anche un giovanotto dall'aria sveglia,una bella valigia di cuoio che ancora profuma di nuovo nella sinistra ed una mela appena addentata nella destra. Un contrasto stridente con le valigie di cartone legate con lo spago e col pane raffermo appena mangiato Zio Luigi e zia Enza aspettano con ansia quel giovanotto,lo abbracciano forte e con la seicento bianca e carta da zucchero lo conducono fino a PalazzoloAcreide. Quarantaquattro chilometri di curve,saliscendi e grosse buche nell'asfalto,fino ai 700 metri del paese, arroccato sul cocuzzolo degli Iblei.Lo aspetteranno nove mesi di studio forsennato e di amicizie nuove ed immortali.
SABATO 1° OTTOBRE 1960,ore 8,00. Primo giorno di scuola;dal Ronco Musso 16 dove abita Lino insieme ai suoi cugini,fino a Via Maestranza,sede del Liceo Classico sono tre minuti a piedi ma sembrano trecento allo sveglio giovanotto romano ora che sa cosa lo aspetta.
SABATO 1°OTTOBRE 1960,ore 13,30. Si esce da scuola ed è già vacanza. Domani è Domenica ed un lungo pomeriggio di riposo aspetta Lino.L'impatto con quel piccolo Liceo è stato più che buono:ottimi professori,amici disponibili e “curiosi”come potrebbe essere un entomologo dinanzi ad una nuova farfalla tropicale,clima atmosferico dolcissimo.
MARTEDI' 20.12.1960.E' il tredicesimo compleanno del cugino Natale,ma è anche il giorno della pagella del primo trimestre. I voti del Natale romano sono strabilianti:7 ed 8 in tutte le materie,un solo 6 in matematica(ma è il DNA-Figura che domina!) e giudizi estasiati di tutti i professori. Quel ragazzo che a Roma stentava,qui a Palazzolo spopola. Le compagne di classe se lo mangiano con gli occhi,la voce profonda ed “impostata”,l'accento romano appena accennato,le labbra carnose(altro DNA-Figura) appena tirate nell'accenno del sorriso,lo rendono simpatico ed irresistibile.
DOMENICA 25 DICEMBRE 1960. E' Natale!Il centralino di Palazzolo passa la linea con Roma dopo oltre un'ora di attesa. Mamma Ada e papà Salvatore hanno i “lucciconi” e la voce appena rotta dall'emozione contagia anche Lino. Un veloce scambio di Auguri anche col fratello Luigi ed i nipoti Natale e Salvuccio e zio Salvatore chiude la comunicazione con un “arrivederci a presto”.
GENNAIO 1960. Freddo polare,uno dei Gennaio più freddi degli ultimi vent'anni. Palazzolo è spesso coperta di neve,dai tetti bassi delle case del Ronco Musso la mattina si vedono delle stalattiti di ghiaccio che sfiorano la strada. Lino è incantato ma anche impaurito da quel clima. La Sicilia lui l'aveva immaginata e vista spesso arida,assolata, bruciata dal sole. Ma quelle visioni erano di Rosolini,-7 metri sotto il livello del mare,il paese di nascita del papà Salvatore e dello zio Luigi,non certo di Palazzolo Acreide 699 metri slm.
FEBBRAIO 1961. Arriva il Carnevale tra coriandoli e fiocchi di neve. I veglioni all'aperto impazzano,nei botteghini si gioca al “sotto 90” e si vincono galline ruspanti e “Cinzanini”.Lino,Natale e Salvuccio si travestono con maschere e “giucche” e girano per le strade facendo scherzi. Lo studio però procede bene ed i risultati sono notevoli.
APRILE 1961.PASQUA. Nonna Paolina ha preparato chili di biscotti e “palummeddi”e Lino da quel goloso che è ha rischiato una grossa indigestione. L'intervento medico di zio Luigi ha scongiurato il peggio.
MAGGIO 1961. Mese anonimo,fatto di giornate solari, di prati in attesa dei papaveri di ciliegie luccicanti sugli alberi e...di studio,tanto studio.
GIUGNO1961.Palazzolo è in festa. San Paolo celebra il suo martirio. Bancarelle,ceri,giocattoli,torrone e zucchero filato,si intrecciano alle litanie ed alle processioni. Fuochi d'artificio che ricordano le bombe del 9 e 10 Luglio 1943 lasciano la gente col naso in su. Ma è anche il tormento dei Liceali;è la vigilia degli esami di Maturità. Le notti si succedono le une alle altre piene dei sudori estivi e delle ansie delle materie da studiare. La villa comunale è stata eletta  “caffè” dei giovani intellettuali palazzolesi e se tra un Ovidio ed un logaritmo,un Senofonte ed un'eclisse ci scappa pure un bacio sotto le altissime querce del boschetto...beh è proprio il 1961.
1°LUGLIO 1961.Tema.
3 LUGLIO 1961. Versione di greco.
4 LUGLIO 1961. Versione di latino. E così di seguito fino agli orali. Lino macina pagine su pagine,consuma biro una dietro l'altra;le notti insonni non si contano più,ma la meta è vicina ed il 20 Luglio è il giorno dell'exploit finale. La commissione d'esame è sbalordita;quel giovane romano dal lignaggio siculo ha sbaragliato la “concorrenza”.Greco,latino,storia,italiano,tutte le materie sono superate col massimo. Lo scrutinio finale è da record,una fila di 8 e di giudizi lusinghieri coronano il sogno di Lino e dei suoi genitori a Roma,ma sono anche il premio per la severità di zio Luigi e zia Enza oltre che del loro affetto e l'orgoglio dei cuginetti Natale e Salvuccio.La scuola è finita,i libri ora giacciono ammassati sul tavolo alla rinfusa,stanchi anche loro d'essere stati strapazzati,amati ed odiati. Amici e confessori di notti insonni,cuscini di stanche teste di giovani ventenni,miniere di consigli e di illusioni.
AGOSTO 1961. Tutti a Fontane Bianche.Il mare è il premio per l'impegno ma è anche l'ultima sigaretta del condannato:finite le vacanze si tornerà a Roma.”Partire è un po' morire” recita l'adagio e Lino morì il 20 Settembre del 1960 e morirà di nuovo il 20 Settembre del 1961 quando il Siracusa-Roma farà altre 25 soste ed arriverà a Tiburtina con 2 ore di ritardo.
20 SETTEMBRE 1961. Lucciconi alla stazione di Siracusa.Gli amici di Palazzolo,i compagni di scuola sono tutti lì,sul marciapiede della stazione di Siracusa.Gli ultimi saluti,gli ultimi sorrisi,un bacio,le stesse labbra di quella notte di studio alla villa comunale,tra ipomee e dalie col profumo delle citronelle e dei cocomeri asinini...poi la voce del “boia”:- In carrozzaaa....”.Respira forte Natale Figura, la tua sigaretta la fumi adesso,in questo Settembre del '61 ma durerà tutta una vita. La tua gloria l'hai conquistata tra le mura di quel Liceo,in Via Maestranza tra le vetriole dei muri e le cariatidi dei balconi barocchi ma durerà tutta la vita.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ho iniziato a leggere con curiosità, ho apprezzato con gioia proseguendo nella lettura e ho terminato a stento per via dei lucciconi nei miei occhi.
Grazie cugino-fratello.

Lino (Natale Figura).

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.