venerdì 6 maggio 2011

VENTISEI OTTOBRE- di Salvo Andrea

Era rimasta in fondo a un cassetto, l'ho ritrovata. Ve la propongo.

26 ottobre
Sei tornato
anche quest'anno e non ti odio.
Pensavo a te nei giorni scorsi,
come vola il tempo.
Vola come l'anima che si stacca,
vola come quel soffio che mille volte
ho visto fuggire via
dal petto degli altri,
non dal tuo.
Dal tuo non doveva andare via,
nel tuo avrebbe dovuto raccontarmi ancora fiabe
e fiabe e fiabe. Fino a sfinirmi il cuore,
fino a dire basta mamma,
ho sonno.
Dormi tu adesso cullata dai miei racconti che da te ho
imparato in un secondo dopo anni di febbri a letto,
dopo vomiti e dolori.
Dormi tu adesso
"e il verde melograno dai bei vermigli"
rinverdirà ancora per tutti gli Ottobre che verranno.
Salvo tuo

2 commenti:

Sandro Amici ha detto...

Per Giove, questi versi capitano proprio nel momento giusto... nulla avviene per caso. Ci sei tu qui a ricordarmi l'importanza di certe figure, quanto si sta male quando si perdono, e quanto si perde, "perdendole".
Grazie Salvo per questa condivisione

salvo ha detto...

Grazie a te che spesso mi ispiri, ma essendo tu più bravo e sensibile, preferisco leggere te piuttosto che scrivere io.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.