giovedì 17 novembre 2011

"CARO CECCHINO", racconto vincitore:"Lettera a uno sconosciuto"

Cari Amici,
Vi propongo questo racconto con cui ho vinto il concorso "Autori coi muscoli: Lettera ad uno sconosciuto" indetto da Laura Platamone, ottima "Blogger" ed Editor.
E' un racconto particolare che spero vi piaccia.







Caro cecchino
Salvo Andrea Figura
16 gennaio 1916

Caro cecchino,
non ci conosciamo, non ci siamo mai gridati insulti, eppure continuiamo a spararci addosso quell’unico colpo che lascerà vivo chi di noi due farà centro.
È quasi un anno ormai che miriamo ai nostri elmetti, l’unica cosa che riusciamo a vedere da una trincea all’altra. E di volta in volta sfiorandoli. Sette volte tu, cinque io. Mi sei in debito di due colpi. Una volta riuscii anche a vedere il tuo occhio sinistro dietro al tuo nuovo mirino a cannocchiale. Si vede che a Vienna hanno tanti soldi. Io devo accontentarmi del mio vecchio mirino col rialzo.
Era la vigilia di Natale, ricordo che c’era una Luna che faceva sognare. Le nostre trincee risuonavano di canti e di grida di gioia che stridevano con l’atmosfera di morte che avvolgeva tutto e tutti. E tu, invece di pensare alla tua Marlene o ai tuoi figli, eri là, appostato, che miravi addosso a questo povero maestro elementare di Siracusa dalla vista buona, catapultato tra queste gelide Dolomiti.
Avevo appena finito di scrivere alla mia Carmela lontana e ai miei figli, sperando che mi stessero pensando. A un tratto volsi lo sguardo verso la tua trincea. La luna piena era già alta e faceva brillare la neve come fosse un unico enorme diamante. Tra quegli sbrilluccichii di cristalli bianchi e immobili, ne vidi uno che si muoveva. Mi mossi allora anch’io e quel… cristallo si mosse all’unisono. Ebbi paura perché non capii. Mi abbassai di colpo, posai il moschetto e presi il binocolo. Allora, mi accorsi che era il tuo occhio azzurro, di ghiaccio, inespressivo, come quelle antiche statue con lo sguardo perduto nel tempo e nel vuoto.
Facesti fuoco. Fui più svelto del lampo dello sparo e mi mancasti.
In fondo ebbi un po’ pena per te. Ci provavi da chissà quanto.
Sai col tempo mi sono affezionato a te. Cerco di capire i tuoi pensieri e forse anche tu i miei.
Ti prego perciò di una cosa sola: quando sarai certo di farlo bene, spara un solo colpo, qui, in fronte. Non farmi soffrire.
Salvatore.

4 commenti:

RICCARDO ha detto...

Ciao, sono l'alimentatore del blog nelsegnodizarri.
Mi sono permesso di pubblicare il tuo racconto sul mio blog.
Sono un tipo strano, che non riesce a mantenere un'amicizia. Forse sono un cecchino anc'io.
Riccardo

salvo ha detto...

Ne sono più che lieto. E' un onore che fai a me, quello di ospitarmi nel tuo blog, che ho appena visitato ed ho trovato ben fatto e interessante.
Salvo

RICCARDO ha detto...

Ringrazio ed accetto il complimento, pur essendo il mio blog molto rustico.
Una domanda : volendo citare il tuo blog, su cui ho postato questi commenti, devo indicare legofemì ?
Faccio questa domanda, perché non ho ben capito la relazione che intercorre fra Sandro Amici e Salvo Figura. Grazie.
Riccardo

salvo ha detto...

Sì puoi citare Legofemì, anche se Sandro Amici ha un suo sito personale, ma giuro che non ricordo il nome. Ad ogni modo il nostro rapporto è del tipo che lui scrive, a me arrivano le mail dei suoi scritti e io... gli rubo le poesie o le liriche o gli scritti. Con suo grande piacere.
E' un bel rapporto d'amicizia informatica.
Buona serata.
Salvo

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.