domenica 20 novembre 2011

Sandro Amici per Salvo Figura: La mia casa"


La mia casa

by Sandro
Caro amico,
finalmente è arrivato l’inverno, mascherato da timida primavera. Continuano a fiorire le ortensie, che non si arrendono a morire, cosicché arriveranno all’estate esauste. Faranno fiori piccoli e intristiti, che sotto la caligine stenteranno ad aprirsi. L’unica pianta veramente dura e coriacea è l’olivo; caparbia in tutto, dalla nettezza tagliente delle foglie alla tonalità argentata che si sparge in cielo, da quando ha iniziato a soffiare il vento freddo nel nord oriente.
Gli uomini una volta riempivano l’ombra delle chiome argentine zappando la terra appena accanto al tronco ed estirpando i ramoscelli che infiacchivano la pianta. Ora vedo acri e acri di campagna attorno a noi del tutto abbandonata. Zolle fitte e per nulla governate, che aspettano soltanto la zanna maligna della scavatrice meccanica, i cantieri, il cemento e la morte, mascherata da vita, da centro commerciale.
“AGRO 2011! Il centro commerciale in aperta campagna! Unisce il confort del centro commerciale alla beata tranquillità della campagna romana!”
Un brutto giorno succederà e anche a questo faremo l’abitudine, come a tutto del resto.

Magritte - la condizione umana
Stamattina il cielo è lievemente celeste, come se temesse di esserlo. E’ striato da leggere nubi sfilacciate. O si tratterà di scie chimiche? O semplicemente di uno sfondo cinematografico? Non posso più dire, caro amico, di fidarmi di quello che vedo. E’ tutto finto e preparato per piacere. Posso solo dire che da quando sono qui nulla è mutato, se non l’orizzonte, ora più frastagliato a causa delle case che si vanno impossessando delle macchie. Sono rimasto qui per quindici anni, come aggrappato ad un relitto durante un naufragio. Attorno a me salivano palazzi, si montavano impalcature, cambiavano gli idiomi, i coloriti e io mi affacciavo, mi affaccio tuttora a guardare per nulla incuriosito, forse spaventato questo bailamme di trasformazioni. Non so dirti, caro amico, nella mia ignoranza, se si tratti di trasform azioni in bene o in male, in meglio o in peggio. Non lo so perché non mi piace parlare con la gente. Ho sempre paura di ricevere una spiegazione banale. Tu sai bene che non mi piacciono gli altri, non ho mai cercato in loro consolazione o competizione. Non ho mai cercato molto nessuno. Il guaio è che mi hanno cercato, quei pochi. Hanno cercato loro me.
Quindi la mia casa è un po’ me stesso: isolata e burbera, con poche piante ed un prato disadorno. I fiori, i tanti fiori non mi sono mai piaciuti. Come non mi sono mai piaciuti i fronzoli, le menzogne, le facce ritoccate per sorridere, le ciprie e gli imbonitori.
Questa quindi è una domenica. Sento da lontano neniare una messa alla radio. Le suore a qualche isolato di distanza che cantano tremolando le loro canzoni di speranza disperante. Da oggi per trentaquattro giorni ogni sera ci sarà una partita di calcio. Cosa si vuole di più dalla vita? Questa discesa in basso non avrà mai fine temo.
Chiudo la persiana. E’ meglio.

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