martedì 21 febbraio 2012

"P.S. Il cane operato sta benissimo" .Un'altra perla di Monica Valentini

E’ partito da Roma per arrivare sino a Tuoro sul Trasimeno per amore del suo cane, un bellissimo setter inglese che, per colpa di un tumore al rene, deve essere operato. Ed è rimasto con noi, compagno di due torride serate di luglio. Un romano classico: trucido, bestemmiatore, con i segni della vita sul volto, uno di quelli che guardi in faccia e pensi che non gli daresti mai tua figlia; eppure di una simpatia irresistibile e, strano a dirsi, una persona buona. Ha mollato moglie e figlia per portare il suo cane da caccia a farsi operare e noi non avremmo mai potuto immaginare di trascorrere due serate all’insegna del riso più sfrenato. Con la sua calata romana che rasenta la volgarità ma che, bestemmie a parte, non raggiunge mai tali livelli (e questa è già di per sé una meraviglia), ci racconta, con la sua flemma inglese (giuro che è così, un Lord non potrebbe essere più composto ed avere quel tono di voce calmo e remissivo) che sua moglie in realtà è una brasiliana e non l’attuale compagna calabrese che gli ha dato una bellissima figlia. Ci spiega che il suo unico matrimonio, in attesa di separazione, in realtà è una farsa: ha sposato per soldi questa ragazza carioca che aveva bisogno di rientrare in Inghilterra dal suo amante. Una storia classica, che non avrebbe nulla di speciale, se non lui, con la sua incredibile flemma, la sua faccia che non lascia nulla all’immaginazione, che ci parla del pranzo di matrimonio. Narra alle nostre incredule orecchie di aver chiamato un ristorante romano che non va famoso per le posate d’argento ma per ben altre cose, e di aver fatto una prenotazione per un pranzo di nozze. Alla domanda del ristoratore di quanti coperti avesse bisogno, lui ha candidamente risposto: “Due”. Ovvio che il proprietario del locale, pensando ad uno scherzo, lo abbia gentilmente mandato a quel paese e riattaccato il telefono. Al che, il neo sposo ha richiamato, insistendo sulla veridicità della cosa e quando il ristoratore gli ha risposto che, se fossero stati realmente in due gli avrebbe offerto il pranzo, lui ha ribadito la quantità di persone, riaffermando che si era appena sposato e che voleva festeggiare l’evento. Sempre pensando ad uno scherzo, l’oste ha domandato: ”Allora siete tu e tua moglie?”. E lui, come se fosse la cosa più naturale del mondo: “No, io e il mio testimone”. Dire che a quel punto del racconto siamo scoppiati tutti a ridere è dir poco. Ovvio che lui, non conoscendo la sposa, abbia preferito sposarsi e portare con sé il proprio amico che gli aveva fatto da testimone. E per ben due volte, badate bene! Sì, perché la prima volta il funzionario del comune non gli aveva spiegato il problema della divisione dei beni e lui, appena intravisto il futuro problema, infischiandosene delle coppie che dovevano sposarsi subito dopo, ha preteso (non voglio neppure immaginare come) ed ottenuto di essere sposato di nuovo seduta stante, stavolta stando bene attento alla clausola della divisione dei beni. Posso solo provare ad immaginare le facce del funzionario e delle coppie di sposi in attesa. Ma torniamo al ristorante. Fatto sta che l’oste ha dovuto chinare la testa dinanzi al certificato di matrimonio e gli ha offerto il pranzo, con tanto di camerieri che servivano di tutto punto i due soli avventori. Si è addirittura complimentato con lui per quanto aveva fatto per aiutare quella ragazza. E il viaggio di nozze in Brasile? Lui è partito con il suo amico, per dimostrare la veridicità del matrimonio (perché le autorità lo andavano regolarmente a trovare per accertarsi che la cerimonia nuziale non fosse una farsa) e si è ritrovato a conoscere una marea di brasiliani (calciatori affermati a livelli mondiali, posso garantire) solo con la sua squisita simpatia. Addirittura si è ritrovato a fare il testimone di nozze a due ragazzi conosciuti due giorni prima! Ora è in attesa di divorzio. E la sua attuale compagna? Non tanto lei, quanto la sua famiglia calabrese lo manda fuori di testa. La suocera soffre di diabete, al pari di tutti gli altri familiari, e lui le pratica ogni giorno l’iniezione di insulina, ricordandole sempre di mangiare moderatamente. Ma da buona calabrese la suocera non ascolta e, a dispetto di un valore altissimo di glicemia, si gusta il pane con i fichi che la figlia le offre. E lui, candidamente, risponde: “Ho capito che la vuoi fare fuori, ma così evidente…”. Posso solo aggiungere che questa è una minima parte degli aneddoti raccontatici con la sua calma che contrasta violentemente con il suo aspetto trucido, classico esempio di romano che rasenta la volgarità. Ed io non ridevo così da tempo, con le lacrime agli occhi, mentre ascoltavo rapita quest’uomo che, alternando una bestemmia ad una frase sensata, raccontava la sua incredibile vita, tanto che non basterebbero due persone per viverla. P.S. Il cane operato sta benissimo! MGL Valentini

2 commenti:

Elisa ha detto...

"Un romano classico.trucido, bestemmiatore..ecc ecc"
"Un'altra perla di Monica valentini"
Il romano classico, cara Valentini, non è così.. Non cadere nel banale mondo delle generalizzazioni ;)

salvo ha detto...

Gentile Elisa,
il "ritratto" che Monica (Valentini) dà del romano classico, lo trovo aderente e comunque simpatico. Nel senso che non è un cliché negativo ma vuole esprimere la simpatia che traspare dalla maggior parte dei romani. Ho moltissimi amici romani e uno in particolare cui sono legato da amicizia fraterna. Li conosco bene dunque.Non è bestemmiatore, ma "parolacciaro" sicuramente e le sue battute al fulmicotone mi hanno sempre fatto "morire".
Prendi il ritratto di Monica come un buon ritratto, non come una banalità. Lei non ne è capace.
Salvo

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.