martedì 17 luglio 2012

Perché no? Monica Valentini per Salvo Figura

Perché no? E’ quello che mi sono chiesta appena messo piede in quest’oasi di pace alle falde degli Appennini, a ridosso del lago Trasimeno, dove nel 217 a.C. Annibale Barca combatté contro i romani, trovando una leggendaria vittoria. Perché no? mi sono ripetuta mentre ascoltavo gli uccellini, le cicale, i cinghiali, i cani, i rospi… Per me, che vengo dal caos di Roma, questo è un paradiso terrestre. Qui non sento i continui martellamenti di chi decide di iniziare i lavori di ristrutturazione dell’appartamento accanto; qui non sono costretta a sentire la sega elettrica che il solito ignorante decide di accendere quando non va al lavoro, ossia il sabato e la domenica, che tutti aspettano con ansia per poter riposare un po’ più a lungo dopo la faticosa settimana lavorativa. Qui non sento il solito imbecille che manomette la marmitta del motorino per farsi sentire quando passa per appagare il suo egocentrismo, né il cretino che arriva sgommando con lo stereo della macchina che rompe i timpani e qualcos’altro. Qui non odi le continue ambulanze che corrono a raccogliere ciò che rimane dei feriti sfracellati dopo una notte brava a suon di droghe ed alcool, perché “altrimenti non è uno sballo”, mentre rimanere spiaccicati sull’asfalto è molto cool. In questo angolo di paradiso non senti il vicino che ti abita di sopra rientrare in piena notte e camminare allegramente con le scarpe con i tacchi alti, come se si trovasse in via del Corso, mentre tu cerchi vanamente di dormire; o quello sul pianerottolo che urla e schiamazza con gli amici infischiandosene di chi, all’una di notte, ha la folle pretesa di dormire. Qui non senti il continuo abbaiare isterico del cane della dirimpettaia che ti tormenta ad ogni ora del giorno e della notte e fai il tifo per chi, esasperato, qualche volta urla: “Lo uccidiamo questo cane?”. Basterebbe eliminare i proprietari che non comprendono che il cane isterico dà fastidio. Qui, a parte gli echi della battaglia della seconda guerra punica, odi solo la campagna, il ringhiare dei cani esclusivamente contro gli intrusi, il grugnire dei cinghiali quando escono di notte con il branco per mangiare, il frinire delle cicale ed il canto melodioso degli usignoli che ti dà il buongiorno di prima mattina. Perché no? Perché non abbandonare il caos cittadino di Roma, la maleducazione e la totale mancanza di rispetto di chi ti abita al fianco, per ritrovare la calma e la serenità della campagna? Ma sì, stavolta faccio le valigie e mollo tutto, inizio una nuova vita senza più rumori dai decibel insopportabili, senza più stress. Pianto radici in questo angolo di paradiso, all’ombra di secolari ulivi e mi dedico alla contemplazione dei colori della natura. Qui c’è la pace assoluta, rotta solo dai bambini che si divertono in piscina in orari consoni. Pazienza se poi qualche insetto ti pizzica e ti gratti come una scimmia o se ti accorgi che accanto al letto hai un vicino speciale: uno scorpione. Poi… Poi accade. Improvviso ed inatteso; mi giro e mi ritrovo a faccia a faccia con il mio peggior nemico e rimango paralizzata. Lui sta lì, immobile, quasi strafottente, che mi fissa con alterigia, mentre io inizio a sudare freddo. Allora capisco che la campagna non fa per me, che, tutto sommato, preferisco morire di stress anziché di infarto e mestamente riprendo la via di casa. Il ragno ha vinto.

1 commento:

salvo ha detto...

Perché Sì! Grazie Monica, ogni tua visita è un piacere grandissimo e un arricchire il mio blog.

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.