lunedì 6 agosto 2012

Mamma guarda... il sole - Non scordare Hiroshima

Il piccolo Toshi era in ritardo, la mamma lo tirava per la manina, mentre l'altra, piccola, del bimbo, trascinava in terra un cestino con la merenda: una piccola tortina di riso e frutta. Era caldo quell'agosto a Hiroshima. Il cielo avceva qualche piccola nube che non nascondeva il rombo degli aerei che partivano dalla base distante moltissime miglia; più di quanto Toshi posse mai immaginare.
Il papà era al fronte e rischiava ogni giorno un proiettile americano o l'affilata lama di una baionetta.
Suonò l'ultima campanellina della scuola; bisognava fare in fretta, la maestra questa volta non avrebbe sentito scuse. La mamma diede un ultimno strattone al riluttante Toshi:
- Vuoi sbrigarti per favore? Io devo anche andare al lavoro.
Il piccolo non udì le parole perchè d'improvviso un avvoltoio d'argento apparve dietro le nubi. Fece cadere un uovo di metallo, intriso di piscio di coyote.
Il sole si oscurò e un secondo sole apparve più in basso, rosso, nebbioso, insidioso: uno scorpione dalla coda velenosa.
- Guarda mamma... il sole!
Fece appena a tempo a dirlo. Migliaia di altri bambini urlarono la stessa cosa e poi il sole avvolse tutto e tutti. Centoquarantamila occhi lo videro e tacquero schiavi dei vincitori.
Salvo Figura

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