sabato 12 marzo 2016

QUID EST VERITAS? Est vir qui adest



QUID EST VERITAS
est vir qui adest
Non sono quello che si definisce correntemente un blogger, sono una persona normalissima che dopo la Medicina e la scrittura, si dedica anche alla Storia e alla lettura. Ma solo se queste ultime hanno il crisma della obiettività e della "ortodossia civile". Intendo dire che se un tizio scrive di essere laico o ateo, è bene che esprima le sue opinioni. Nessuno lo crocifiggerà per questo. Ma se lo stesso individuo, dopo aver mangiato lautamente al desco dei suoi datori di lavoro, che benignamente,(benché italiano), lo hanno accolto con benevolenza, poi sputa veleno su quello stesso piatto, allora non solo non è degno di essere annoverato nel consesso scientifico, ma nemmeno in quello umano.
Mi riferisco al prof. Renzetti
  https://rinabrundu.com/2016/03/07/perche-non-si-e-sviluppata-la-scienza-in-spagna-il-ruolo-della-chiesa/
che ha scritto questo florilegio di stramberie per non dire peggio, sulla condizione scientifica della Spagna.
Non sta a me prendere le difese dello stato  Iberico ché sanno ben difendersi da soli, ma leggere che la Spagna ha un grosso GAP scientifico per colpa della chiesa cattolica mi pare, come direbbe il famoso trio comico:  "me pare na grandissima strunzata".
E tutto ciò avviene all'interno di un sito laico, e "polpottiano" nei fatti, dove chi non la pensa come la direttrice, viene bannato con male parole insulti da osterie e linguaggi da camalli spezzini(con tutto il rispetto per questi lavoratori onesti ma sboccati).
La cosa carina è che quel sito ha fatto dell'ignoranza la sua bandiera. Sembra ieri quando corressi il titolo di un libro che stava per essere edito dalla titolare, dove campeggiava un marchiano errore di latino e lei, la direttrice, non finì di lodarmi e ringraziarmi.
Adesso mi si scaglia contro, anzi ha smesso di farlo perché mi ha sbarrato il sito, quando difendo la Chiesa come entità morale, spirituale e sociale. Lei, la direttrice, sostiene che le tonache sono macchiate di sangue e di altri liquidi organici, che Sant'Agostino è peggio di un "porco orwelliano" e facezie simili.
Ho risposto con educazione finché non sono stato cacciato senza nemmeno una parola di commiato.
Lo faccio allora dalle pagine del mio blog, senza chiedere a lei alcun permesso e sperando che leggendomi si roda la milza più che il fegato visto che insieme a me(che non conto nulla), ha perso alcuni dei suoi più cari e fidati amici. Anche loro trattati peggio della feccia che resta in fondo alle botti. Non sa, la direttrice, che la feccia è quanto rimane del vino buono e non come si crede, la parte peggiore delle cose. È quanto resta, di un pensiero libero, onesto etico ed eufonico.
Mille volte meglio la feccia che le sboccacciate parole da buttero( e rispetto i butteri)  con cui la direttrice si diletta nella sua logorrea quotidiana.
Salvo Figura
  Vi propongo un florilegio della Direttrice, a scanso di equivoci e fraintendimenti, sull'indirizzo ideologico del sito in questione.

Lo ripeto per l’ennesima e spero l’ultima volta: il sito della direttrice non è il bar all’angolo, non è l’oratorio delle perpetue, non promuove il gossip, non si occupa di cucina o di faccende domestiche, non si occupa di affari di cuore, non si occupa di superstizione, non si occupa di religioni o pseudo-tali, non si occupa di amicizia o amore nel mondo. Il sito della  direttrice è un sito con le palle che ama chi è capace di opinioni diverse e di rispettarle, che ama le persone “opinionated”, che non fa sconti, che pone al centro di tutto l’onestà, lo studio, la formazione, il know-how… che disapprova la chiacchiera senza competenza o tanto per fare… Soprattutto è un sito laico che pensa tutto il male possibile di santi, santoni, prelati, martiri e venditori di sogni, sovente immondi, a qualunque titolo…
Chi non ritiene di poter vivere queste semplici regole è pregato di accomodarsi fuori dal sito e di non commentare perché noi non andiamo a dettar legge in casa altrui. Qui è soprattutto benvenuto chi ha il “coraggio”, perché sovente ci vuole coraggio, di rispettare la casa degli altri.
Detto altrimenti su non c’é trippa per gatti e i lavori, nonché la dignità, dei tanti validi validissimi autori (qualcuno vilmente offeso anche oggidì), che contribuiscono a farlo vivere verranno difesi in ogni modo e maniera. E profitto qui per porgere le mie scuse al prof Renzetti nei confronti del quale la mia ammirazione e stima restano incondizionate.
 


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....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.