venerdì 29 aprile 2016

NUOVA PILLOLA di Salvo: L'amore al tempo della... TISI"

Una malattia terribile che in passato fece milioni di morti e tuttora tanti ne continua a mietere.
Pensavamo tutti che fosse scomparsa e invece, come la brace sotto la cenere la TBC cova ed erode corpi e anime di innocenti. Specialmente dove la povertà e la mancanza di igiene la fanno da padrone. Sposa e s'imparenta con bacilli peggiori di lei( si pensa che l'HIV le sia parente e sodale) e continua ad ammazzare.
 Ho dedicato questo post ad uno dei più grandi e geniali compositori musicali: Chopin.
Amore, musica e morte si fondono insieme in un intreccio davvero dolce e commovente.


Le Pillole di Salvo: “L’amore al tempo della tisi”
1a  puntata



Ho pensato di dedicare quest’articolo a una malattia che sembrava scomparsa nella nostra “civilissima” Europa, ma che dopo i fatti  del “Gemelli” di Roma e di altri nosocomi in cui il bacillo di Koch, gira indisturbato è tornata d’attualità.
Perché in realtà scomparsa del tutto non lo è, e anzi con le ondate migratorie dall’Africa sub-Sahariana, torna ad assumere grande interesse. Mi è piaciuto prendere a prestito per  il titolo, quello di un noto film.

Penso che parto per dimenticare per sempre la mia Patria. Penso che parto per morire.”
Gli amici e i parenti che alla stazione di Varsavia salutarono Fryderyk Chopin, appena ventenne, che partiva per l’esilio il 1 novembre 1830, ascoltando queste parole non immaginavano che gli sarebbero rimasti appena diciannove anni da vivere.

La vita di Chopin si svolse tutta tra malattia e grandi amori.
Una tubercolosi(TBC) mal diagnosticata e peggio ancora curata, afflisse il grande musicista per tutta la sua breve vita, condizionandola, insieme alla sua arte, e provocandone infine la morte.
Nel 1836, a Parigi, la svolta della sua vita: conosce Madame Dudevant ,conosciuta come George Sand. La donna  usava vestire con abiti maschili, e fumava dei grossi sigari. Disinibita e trasgressiva, come si direbbe oggi, e piena d’amanti portava, per soprammercato, uno pseudonimo  maschile. L’incontro col giovane(27 anni) e geniale musicista è destabilizzante per entrambi. E l’incontro tra un’affermatissima ed emancipata scrittrice e un musicista che si trova a metà della sua ascesa verso la celebrità. Ed è per giunta timido e introverso. Una coppia davvero particolare. Entrambi, nell’inverno del 1838 vanno a Palma Di Majorca dove il clima mite dovrebbe servire ad aiutare la cagionevole salute di Fryderyck. La Sand si dimostra subito un’abilissima e innamorata infermiera e le prime settimane scorrono serene. Il musicista è già affetto da disturbi polmonari caratterizzati da affanno e tosse. La prima diagnosi di ‘non tubercolosi’, la formula il dottor Gaubert, ma raccomanda tuttavia alla Sand: “lei lo può salvare offrendogli aria aperta,riposo e movimento”.
Dura poco il benessere di Chopin. Viene ben presto aggredito da una violenta bronchite che tra gli altri sintomi mostra il peggiore: espettorato tinto di sangue. È l’evoluzione questa, della sua TBC in caverna tubercolare polmonare, la fase peggiore e maggiormente contagiosa. La voce si diffonde e gli abitanti dell’isola iniziano a evitare la coppia, rendendo loro la vita impossibile.
I migliori medici dell’isola  formulano la giusta diagnosi di TBC e prescrivono le prime disastrose terapie: salassi e cerotti vescicatori.
Il musicista rifiuta (per sua fortuna) tali terapie.
Capisce di essere troppo debilitato e che un simile trattamento lo avrebbe condotto a morte. Chopin descrive così quei momenti: Il primo medico fiutava ciò che avevo sputato, il secondo percuoteva là dove avevo espettorato, il terzo palpava e auscultava mentre espettoravo. Il primo disse che morirò, il secondo che forse morirei, il terzo che ero già morto.”
Gomez, proprietario della villa in cui abitavano Chopin e la Sand, li sfratta e pretende che la villa venga bonificata a spese del musicista. I due allora si rifugiano nella Certosa di Valdamosa. Nonostante la sua malattia, comunque, il grande musicista continua a comporre i suoi capolavori: mazurche, studi, preludi, notturni, valzer, polacche.

Infine da Palma, i due tornano in Francia, passando per Barcellona, ma i guai non finiscono; non trovano alcuno che metta loro a disposizione un mezzo di trasporto, sapendo della malattia. Viaggiano perciò su carri privi di ogni confort. Sulla nave le emottisi(sangue nello sputo), giungono al punto ‘da riempire intere bacinelle’. Persiste la dispnea(difficoltà a respirare).
 Marsiglia, il dottor Cauvieres prescrive latte, riposo e applicazione di cerotti vescicatori. Il musicista migliora e insieme alla sua donna si stabilisce a Nohant nella bellissima casa di campagna di lei. Lo seguono i medici: Papet, medico personale della Sand, che diagnostica : “infiammazione tracheale senza segni di TBC”, ed è molto sereno nel rassicurare entrambi, e il dottor  Matuzyvsky, molto più preoccupato per la sua salute che per quella del paziente.
E infatti morirà di TBC quattro anni dopo.
Ma la malattia scava dentro il grande musicista e il suo evolversi inizia a incrinare il suo rapporto d’amore con l’innamorata George Sand, al punto che i due si separano definitivamente.
Per Chopin è un colpo durissimo. Da quel giorno in poi, siamo nel ’47, Chopin non scriverà più una sola riga.
Continua…
https://www.youtube.com/watch?v=liTSRH4fix4

1 commento:

Anonimo ha detto...


Chopin è morto, ma la sua musica, no! I suoi "notturni" hanno illuminato e continuano ad illuminare la nostra terra.
Gavino

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.