venerdì 13 maggio 2016

QUANDO IL TEMPO ERA... UN'OMBRA: viaggio nel tempo del Tempo.



 Questa bellissima meridiana o orologio solare della fine dell'800 campeggia accanto all'ingresso principale del Cimitero Monumentale di Palazzolo Acreide. Molto evocativa la frase che vi fu apposta dal suo creatore, l'Ingegnere Gaetano Angelotti.
In seguito vi nannerò delle vicende e dei costi di questo manufatto e delle fiere lotte che ne seguirono.



Che ora è?
Domanda semplice seguita da un gesto altrettanto semplice: una sollevata di polsino, un'occhiata all'orologio e si risponde. Oppure si alzano gli occhi al cielo e si guarda l'orologio della torre, o infine si tira fuori una cipolla dal gilet e si osservano due grandi lancette che si inseguono con esasperante lentezza.
Nell'epoca di internet, ormai si tira fuori lo smartphone dalla tasca dei jeans e appare un coloratissimo schermo dove campeggiano le più strane forme di orologio.
Da decine di secoli l'uomo ha cercato di dare una forma comune al tempo. Una forma che fosse intellegibile per tutti quanti. Lo ha personificato in figure mitologiche, belle o crudeli(le Parche) o da mostri che divorano i figli( Kronos) o immagini dolci di farfalle o foglie gialle, a ricordo del tempo che passa inesorabile e non aspetta nessuno.
Stuoli di scienziati, filosofi, religiosi, teologi, matematici, hanno, da sempre cercato di calcolare il trascorrere del tempo, facendo riferimento al sole che girava intorno alla Terra ( Tolomeo) o di questa intorno alla sua stella (Copernico prima e Galileo dopo).
Resistenze preconcette, resistenze "scientifiche", tribunali e roghi hanno purtroppo ritardato l'evolversi della scienza. Il Tempo, però, è trascorso inesorabile, anche su di loro, seppellendoli sotto metri di oblio e disdoro.
Le ombre del sole su pietre, lo scorrere della sabbia dentro ampolle di vetro, lo scorrere della luna nel cielo, il mutare del colore delle foglie, gli atteggiamenti di taluni animali,  hanno dato indicazioni utili sul tempo, giorni, mesi, stagioni, anni.
La precisione era approssimativa come lo era l'inizio del giorno: dalla mezzanotte in poi per talune culture e civiltà, dal tramonto per altre, dal sorgere del sole per altre ancora, dal moto della luna... insomma, ogni popolo aveva il suo orologio e all'interno della stessa popolazione variava il conto delle ore.
Ci si metteva poi, in Italia, anche la Chiesa Cattolica, con i suoi "orari" a complicare ancora di più le cose. E gli stessi orari variavano al variare delle stagioni: il sole più alto in estate o più basso in inverno. I tramonti che si allungavano, gli equinozi che variavano. Insomma il calcolo del Tempo è sempre stato un grande rebus per l'Umanità.
Le meridiane, le campane e gli orologi, scandivano lo scorrere del tempo, specialmente per le comunità rurali. Quelle comunità, cioè, che vivendo isolate dal contesto urbano, avevano necessità di conoscere l'ora, non dico esatta, ma approssimativa, per assolvere ai propri uffici.
Gli orologi delle torri o delle chiese erano in pochi a saperli leggere. L'analfabetismo era a livelli enormi. Solo uno su venti o trenta era in grado di farlo. Così pure per le meridiane.
Erano invece le campane, che scandivano, con suoni modulati e diversi, lo scorrere del tempo.
Avevano una gittata sonora molto ampia. Il suono, spesso portato dal vento o dalle eco delle valli, riusciva a evocare sentimenti collettivi perché ricordavano le ore della preghiera o momenti lieti o tristi della comunità, quando non erano addirittura il segno di eventi comuni di grande allerta.
Il tempo civile era dunque connesso intimamente a quello religioso ed era un riferimento per orientarsi nella durata del giorno. Addirittura veniva sottolineato il ritmo sonno veglia con il giungere del suono e del "motivo" della campana.
Le campane, però non indicavano i minuti o peggio i secondi. Non invitavano a far presto e di corsa, ma premiavano la levata del mattino e l'andare a letto della sera, la regolarità dei pasti e la distinzione tra le giornate di festa e quelle di lavoro. Le campane insomma ritmavano l'economia e la vita sociale, in dipendenza degli eventi astronomici e delle stagioni.
Ma veniamo a descrivere i sistemi orari, partendo dai più antichi: le meridiane.


Occorre premettere che negli ultimi cinquanta o sessant'anni molti di questi strumenti sono andati perduti per l'incuria dei proprietari delle facciate di case o chiese su cui erano apposti. Il colori si sono perduti( quei bei "cocciopesti o azulati"), la pietra è stata cariata dal tempo, i restauri mai effettuati o peggio fatti da maestranze ignoranti e così delle vere opera d'arte sono andate irrimediabilmente perdute.
Le ore, nel periodo che va dall'antichità a oggi, erano basate sul "tempo vero" scandito dal movimento apparente del sole, movimento percepito dal luogo di osservazione. Come si può intuire dalla foto a fianco

 Fino all'invenzione dell'orologio meccanico, era il Sole o meglio l'ombra proiettata da esso, il punto di riferimento più diffuso. I movimenti di queste ombre sulla Terra, che è una sfera, fungevano così da calendario e orario, condiviso nel luogo di misurazione ma differente da altri posti in latitudini e longitudine(quest'ultimo concetto sconosciuto addirittura fino al 1500, o comunque difficilissimo da calcolare) diversi.
Questo sistema di misurazione, veniva definito TEMPO VERO.
La sua caratteristica era di avere ore uguali e ore diseguali.
Se dividiamo in dodicesimi solo le ore di luce, senza la notte, avremo unità diseguali nel corso dell'intero anno. Ciò perché l'arco diurno percorso dal sole ha un'ampiezza differente nel corso delle stagioni e di conseguenza, la durata delle ore di luce sarà diversa e avremo dodicesimi di durata disuguale.
Questo sistema di divisione in dodicesimi, sia in inverno coi suoi giorni brevissimi, che d'estate con le interminabili ore di luce, è il sistema di misurazione più antico.
Adottarono questo sistema dapprima i greci, poi i romani. Erano definite ore temporarie,o temporali, o stagionali o giudaiche o in maniera più semplice: ore disuguali.
Si usarono fino al XV secolo circa ed erano raggruppate secondo gli usi delle prime comunità cristiane in ora prima, terza sesta e nona.
Quando poi la Chiesa Cattolica vi aggiunse ufficialmente i motivi propri della liturgia: lodi, mattutino, vespri, compieta, furono chiamate ore canoniche.
Queste sono ancora adoperate per quello che si chiama Ufficio divino, per alcune funzioni particolari della Chiesa.

Se anziché in dodici parti, come abbiamo visto prima, dividiamo un giorno intero, formato da luce e notte, in ventiquattro parti, avremo ore uguali per tutti i 365 giorni dell'anno.
Avremo così le ore moderne, o civili, o all'europea, se la conta inizia alla mezzanotte.
Le ore all'italiana o ab occasu, se la conta inizia esattamente al tramonto o subito dopo di esso.
Le ore moderne convissero con quelle all'italiana fino alla seconda metà del secolo XIX soppiantate poi entrambe dall'ora standard.
In alcuni palazzi, come quello della foto di Palazzo Cavaretta di Trapani, possono vedersi due orologi che segnano le ore moderne e quelle all'italiana. A volte caratterizzati da cifre romane o arabe per distinguerli.

Continua...

Parte del materiale di questo articolo è stato attinto al bel libro del mio amico e studioso Giovanni Bellina, che ringrazio.




2 commenti:

Anonimo ha detto...


Una bella disquisizione su il...TEMPO e i mezzi che han permesso di osservare il suo evolversi
naturale. Siamo stati creati nel tempo e con lui abbiamo vissuto, sole o luna che ci fosse, senza mai toccarne l'infinito che...resiste, almeno lui!
Grazie davvero
Gavino

Danila Oppio ha detto...

La storia di come veniva misurato il tempo "un tempo" è molto interessante. Vedo che avrà un seguito, e quindi resto in attesa della prossima puntata. Certo, il tempo è misurato dagli uomini, per scandire le azioni della giornata. Non voglio immaginare oggi, cosa succederebbe se non esistessero gli orologi...si perderebbe il treno, si arriverebbe in ritardo o in anticipo al lavoro...insomma, sarebbe una caos totale. Però penso a come la vita prima dell'avvento della meridiana, regolata solo dal sorgere del sole e dal suo tramonto, dalla posizione delle costellazioni nel cielo, dalle fasi lunari, fosse meno stressante di quella odierna!
Grazie per il bel post. Alla prossima
Danila

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.