Fantascienza primo amore

Ero un ragazzino magretto e pallido ai primi degli anni '6o. Ascoltavo le  favole della nonna, principi coraggiosi e principesse bellissime, ma le edicole nel frattempo esponevano L'Interpido, Il Monello, Capitan Miki e Russi e Ameicani facevano a gara per sparare più lontano possibile i loro uomini nello spazio. Topi gatti sconosciuti e poi Laika, la tenera lacrimosa Laika che a pensarci ancora mi si stringe il cuore. Sento i suoi guaiti dentro al casco. "Can you hear me Major Tom..." Canterà David Bowie un decennio dopo e "Sognerò Dottor Bowman" chiederà con voce pietosa Hal 9000 al suo capitano che lo disattiva.

Poi conobbi Junior Ventura, quasi insieme a Nembo Kid, Luisa lane, Perry Wihte Clark kent(alter ego di Nembo Kid) e fu amore a prima vista. Fumetti su fumetti a volte con le sgridate di mamma chè "spendi troppo mi urlava," ma io nel mio sgabuzziono o ai giradini pubblici, sognavo quegli eroi alati, invincibili. Finchè non giunse Urania e allora l'amore diventò FOLLIA. Facevo le 4 del mattino a leggere tutto un volumetto e la mattina mi aspettava Pavese e Virgilio e Omero  e tutto il resto del Liceo. Ma io avevo già..."Un'astronave nel cervello". E per adesso mi fermo qui e vi chiedo aiuto nei miei sogni. Sandro, e Lino e tutti gli altri, ricordate con me tutto ciò.






Su provocazione del cugino Salvo ecco a voi in poco più di 1850 battute, spazi compresi, il mio raccontino relativo al titolo da lui imposto.

Fantascienza, primo amore.
(Natale Figura)
Aveva amato la Fantascienza fin dal primo racconto che aveva letto una sera d'estate, quando il calore torrido del giorno andava scemando e le cicale riempivano di stridii l'aria e le chiome degli alberi. Ne ricordava ancora il titolo "La Vedetta" che aveva appassionato il suo animo tendenzialmente portato per la vita militare, sebbene non preparato al finale imprevisto che l'aveva deliziato.
Si era immerso in quella descrizione dell'altura da difendere di quel mondo lontano in cui un cielo livido era debolmente illuminato da un sole alieno e spazzato da un vento teso e freddo.
Un mondo inospitale, dove poche creature potevano sopravvivere, eppure tanto essenziale, dicevano gli Alti Comandi, da difendere a costo della vita.
E s'immaginava in tuta mimetica, sdraiato nel fango, col fedele fotofusore al braccio, che scrutava intorno attendendo mosse ostili, pronto a reagire annientando qualunque nemico si presentasse all'orizzonte.
Lui, da allora, da quella prima scoperta letteraria, viveva i racconti di fantascienza che divorava quotidianamente, anche se sua madre tentava spesso di farlo tornare cosciente del suo mondo reale, così distante dalla Fantascienza, suo primo amore.
E anche adesso che stava rileggendo per la terza volta il racconto "Riunione del Condominio Galattico n° 87" si era immerso nella parte di lui, l'eroe, e si chiedeva che cosa avrebbe risposto alla richiesta mentalica di lei, l'eroina, di consumare un contatto fisico. Rimuginava piacevolmente la scena appena letta: lui lì a pochi scranni di distanza a mangiarsela con gli occhi e lei lì due file più indietro che gli folgorava in testa il suo invito amoroso.

Ma certo che avrebbe accettato... e subito!
Quando mai nella realtà in cui era nato avrebbe potuto avere un rapporto tanto piacevole con una donna ghoulz-umana? Lei di certo non l'avrebbe degnato di uno sguardo, per i suoi arti a chela tagliente e i suoi piedoni palmati.


Salvo continuando a leggere, si rese conto che la SF non era solo astronavi, mostri, pianeti lontanissimi; era anche la nostra vecchia Terra offesa e distrutta dalla nostra insipienza, incoscienza, negligenza, imperizia. Capì che anche Dio si era stufato di tutti questi mali reiterati, perseveranti e che dopo un primo momento di sgomento e di assenza, aveva capito che era meglio intervenire e tornare al vecchio modello del Dio veloce all'ira, vendicativo, del Vecchio Testamento. Il Dio che inceneriva Sodoma e trasformava in statua di sale la malaccorta moglie di Lot che s'era voltata a guardare la vendetta.
E allora capì, Salvo, che Dio ogni tanto DEVE giocare a Dadi col mondo per far capire che simile non può umiliare simile, non può ucciderlo nel grembo, mutilarlo da adulto, soggiogarlo nella vecchiaia e allora iniziò a scrivere anche di questo. Chiese aiuto a Lino e nacquero le prime ANTOLOGIE di Sf, "La Sfida" Moschettieri per quattro". Si forse pochi lettori, ma ben qualificati, e ancora continua la saga se il buon Lino persevererà a far da sprone e da ottima penna quale solo lui sa essere.

<Continua>

Non so come iniziò  questa febbre dello scrivere - riprese Salvo - ricordo che arrivò quasi di colpo, violenta e continua, quasi come la malaria, che invece avviene per cicli; ma era ed è una febbre che ti lascia raramente, che ti fa vedere il mondo intorno con occhi diversi. Capace di trasformare un'anima in farfalla( e in greco la parola è unica) e Dio in un vecchietto a volte sordo, "rincoglionito", affettuosamente "rincoglionito", ma sempre MISERICORDIOSO. E Lino, uomo di fede e timorato di QUEL Dio, lo trasmise a Salvo. Gli trasmise un grammo d'amore in più, per poter scrivere di Dio senza che cadesse nel blasfemo.
Racconti su racconti iniziarono a impilarsi nei file  e divennero carta e questa divenne pensieri, occhi,ricordi, canzoni(come in "Va pensiero") parenti, vivi e morti, ragazzi di ventanni e zii sornioni. E la mano scriveva e gl'indici digitavano e gli amici fremevano per una frase, un periodo, un'accento.
<continua>



BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.