Tutto il resto:Ricordi, Avvento e Santa Lucia, GAVINO PUGGIONI


Eravamo bambini e iniziava in Dicembre. Il freddo degli anni '50 era particolare. Non era il freddo dei termosifoni spenti, era quello degli scaldini a carbone e carbonella appena accesi. Era quello dei vetri delle finestre e dei balconi che "piangevano" e le gocce della condensa correvano sù e giù e ci facevano sognare comete e mangiatoie e buoi ed asinelli. Era l'Avvento e in casa era uno sfolgorio di luci, di sogni di emozioni per la Festa che sarebbe giunta a rallegrarci. Iniziava così, con l'accensione della prima candela cui sarebbero seguite le altre tre fino alla domenica che precedeva il Natale. Ora siamo alla seconda, ma la terza già incombe veloce come la cometa che guidò i Magi.



**************
***************

Giunti poi, nel bel mezzo dell'Avvento, ecco che arrivava in sordina, col buio sempre più fitto e coi pomeriggi da agonia, lunghi, vuoti ma con la speranza in cuore, Santa Lucia. Festa della Luce. Dal greco, che si parlava nella Siciliam orientale, Lukìa, era la festa e la preghiera perchè tornasse la luce nel mondo e nei cuori. Era la speranza che il buio dell'inverno non ci fagocitasse mai. Festa per garandi e bambini, portatrice di doni e antesisgnana di Babbo Natale, la Santa Siracusana, con radici nordiche(si festeggia in Svezia e Scandinavia), diventa col suo carretto e l'asinello, la portatrice di dolciumi, sospiri e speranze per i grandi. Quanto freddo al Nord, e quanto freddo al Sud, nel mio Sud di cinquantanni fa, quando vestivo la tonachella da chierichetto e andavo a servire Messa all'alba a Sant'Antonio. questa era la mia Santa Lucia e questa propongo a voi.


Salvo


Zitti, zitti fate piano

Zitti, zitti fate piano

vien la Santa da lontano,

porta a tutti dolci e doni

soprattutto ai bimbi buoni.

Ma se un bimbo é cattivello,

oltre tutto un po' monello,

nulla trova nel tinello.

Quindi bimbi birichini

diventate un po' bravini,

e i cuoricini tutti spenti

con la Santa si fan contenti.

Grazie, grazie Santa Lucia,

il tuo incanto mi porti via.

La notte di Santa Lucia

Questa é la notte di Santa Lucia

senti nell'aria la sua magia.

Lei vola veloce col suo asinello

atterra davanti ad ogni cancello.

Ad ogni finestra un mazzolin di fieno

e l'asinello ha già fatto il pieno.

Santa Lucia con il suo carretto

lascia a tutti un gioco e un dolcetto.

porta ai bambini tanti regali

tutti belli, tutti speciali.

 

 

 

 

 

 

GAVINO PUGGIONI

 

Il mio amico poeta Gavino mi invia dei pensierini scritti due anni fa, ma fu FACILE PROFETA fuori patria( lui è Sardo e come me , Siculo, isolano, ma NON isolato)

 

Pensierini di questi giorni passati e anche futuri



Prima

Ho incontrato Sua Eminenza
che mi ha chiesto – che fai qui? - con diffidenza!

Sono stranito, mi sento stordito,
un altro governo..è partito!

Ma no che resta il Letta,
lui non ha fretta di risolvere i problemi,
a lui piace scrivere di temi, di teoremi
e di promesse,
come quelle europee,
sempre le stesse.


Dopo

Governo nuovo..vita nova!
Evviva la politica nostrana
Ogni giorno che passa
la cosa diventa più strana!

Partiti e partitini
all'assalto della diligenza.
Ma chi la guiderà  avrà
un pochino di intelligenza?
E il presidente del consiglio?
Conterà meno di un coniglio!,
poverino, infreddolito,
di fronte al popolo..istupidito!



Adesso

Ed ora è arrivato il fiorentino,
quel Renzi a tutto spiano, un ragazzone!,
come il Fanciullo del Caravaggio
rimodellato da un americano a passeggio,
proprio oggi, nel suo giornalone,
e stai a vede', da giovane e prepotente,
anche lui riuscirà a..far niente!

Ma c'è il Presidente
che lo terrà alla briglia
e lo guiderà nella retta via,
con leggi giuste, del passato,
senza nostalgia,
dirette agli italiani,
vedrai!,
non se ne laverà le mani!

E le tasse e la giustizia?
E gli scandali e le ruberie?
Ma dai!, quelle son fesserie!
E il lavoro che manca?
E il fallimento di fabbriche italiane?
Anche quelle, tutte cose strane!
come la Fiat di Marchionne,
a cinque anelli
ma senza agnelli da arrostire,
con migliaia di uomini e donne
nella miseria, la fame, niente in dispensa,
ma la fila alla pubblica mensa,
sì, per un piatto di minestra da ingoiare
in tutta fretta, per sembrare!

Al popolo elettore,
che gozzoviglia,
fa tanto piacere,
però, che non ci sia più
l'unto del Signore..
che brividi!, che meraviglia!

E la storia?
Non avrà memoria!



20 febbraio 2014





 
 

BENVENUTO
....a te lettore che passi, ricorda che le parole resteranno e ti sopravviveranno, perciò pesale.